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API Recommended Practice 580 – API Publication 581

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COS’È L’RBI

L’RBI è un processo di valutazione e gestione dei rischi che si focalizza sull’eventualità di una perdita di contenimento delle attrezzature in pressione installate negli impianti di produzione. Il pericolo può essere causato dal deterioramento delle stesse attrezzature poiché ogni impianto industriale presenta, in un dato momento della sua vita, un preciso livello di rischio chiamato ''rischio residuo”.

 

PERCHÉ L’RBI

Il non conoscere il livello di rischio correlato ad un impianto (livello correlato al tipo di impianto, all’invecchiamento ed alla manutenzione che viene effettuata), può portare nel tempo a raggiungere livelli non più accettabili per il personale operativo, per la salute e per l’ambiente circostante, arrivando fino ad influire sulla redditività dell’impianto stesso.

L’analisi RBI trova non ultima applicazione per la richiesta o di deroghe temporali per l’effettuazione delle verifiche periodiche di legge o per richiesta di ispezioni alternative a quelle previste dal T.U. 81/2008 e s.m.i. all. VII.

 

COME POSSIAMO SUPPORTARVI?

Siamo presenti in Italia con 21 uffici dislocati sul territorio nazionale e siamo autorizzati dal MISE per le direttive PED, TPED, SPV e Direttiva macchine. In tutto il mondo abbiamo più di 90.000 dipendenti con un network di oltre 2.000 uffici e laboratori. Siamo costantemente aggiornati sui temi impiantistici grazie alla pluriennale presenza sul mercato e alla partecipazione a forum di discussione europei e nazionali.


LO SCOPO ED I VANTAGGI DI UNO STUDIO RBI

L’RBI permette la valutazione del rischio residuo, definisce le attività necessarie per portare e mantenere il rischio ad un livello ritenuto accettabile in relazione alle potenziali conseguenze. L’implementazione della metodologia RBI in un impianto di produzione ha lo scopo di:

  • individuare il livello di rischio associato ad ognuna delle apparecchiature presenti nel sito di produzione, individuando la probabilità di accadimento di un danno e le conseguenze ad esso correlato, correlandolo con la salute e la sicurezza dei lavoratori, l’impatto ambientale e la redditività del processo produttivo;
  • realizzare un piano ispettivo che tenga conto del livello di rischio associato alle varie apparecchiature finalizzato a mantenere il livello di rischio a livelli accettabili;
  • ottimizzare sia le manutenzioni che l’impiego delle risorse, riuscendo sia a focalizzarle su quelle apparecchiature più critiche, riducendole al contempo su quelle che risultano essere a bassa criticità, a parità di livello di sicurezza;
  • programmare le ispezioni al fine di evitare fermate straordinarie e pertanto non programmate degli impianti aumentando l’affidabilità e la disponibilità degli stessi.
  • impostare un programma di manutenzioni predittiva.

 

LE 4 FASI DI UNO STUDIO RBI:

  1. Raccolta ed analisi dei dati delle attrezzature oggetto dello studio creando un data base, quali tipologia di materiali, fluido, valori di progetto e di esercizio, sovra spessori di corrosione, tipologia di isolamento, storico ispettivo dell’apparecchio;
  2. Determinazione del rischio associato ad ogni attrezzatura, dopo aver suddiviso l’impianto in corrosion stream, si individuano i possibili meccanismi di danno per ciascun corrosion stream e di seguito si determina il rischio associato su ciascun apparecchio sulla matrice P.D;
  3. Gestione del rischio attraverso l’implementazione del piano ispettivo che ha lo scopo di gestire il rischio relativo ad ogni apparecchio portandolo, mantenendolo ad un livello accettabile;
  4. Continua implementazione del data base a seguito ogni intervento, ispezioni effettuate.